Arriva l’estate! e con essa la nostra amica ZANZARA TIGRE

Originaria dell’Asia sud-orientale, la zanzara tigre è stata importata in occidente molto probabilmente attraverso il commercio di pneumatici usati, all’interno dei quali evidentemente ha ritrovato un ambiente idoneo alla propria diffusione (riparo, calore e ristagni d’acqua). L’Aedes albopictus, è notoriamente annoverata gli insetti più fastidiosi e aggressivi al mondo. Viene comunemente chiamata zanzara tigre per il suo corpo attraversato da strisce bianche e nere che ricordano le striature delle tigri, ma anche per la notevole aggressività, infatti a differenza della zanzara comune è attiva durante tutto il giorno e punge sia uomini che animali.

 

Abitudini

Attive durante tutto il giorno, solo le femmine delle zanzare “pungono”. La femmina di zanzara tigre si caratterizza per la sua insistenza negli attacchi ai mammiferi come l’uomo, quando è inattiva rimane al riparo, preferendo ambienti freschi, all’ombra e con molta vegetazione (giardini, piante, arbusti ecc.), pronta ad attaccare.
Tende a volare ad altezze ridotte, spesso inferiori a un metro, pertanto l’attacco alle persone adulte è più frequentemente concentrato sugli arti inferiori, inoltre gli indumenti di colore scuro rappresentano uno stimolo attrattivo importante che può spingere la Z. Tigre a pungere;
In genere si spostano in un raggio di qualche centinaio di metri dal focolaio di sviluppo preimmaginale (ovvero quei luoghi che favoriscono lo sviluppo del ciclo biologico delle nanzare: ristagni d’acqua, laghetti, vasi, ecc.), anche se il vento può giocare un ruolo importante nella sua dispersione, che comunque non è mai superiore a un chilometro.

Rischi e danni

La zanzara tigre spesso rovina gran parte delle nostre attività piacevoli della bella stagione, fino a costringere i soggetti più colpiti a rinunciare ad attività come passeggiate, pasti all’aperto, o semplicemente godersi il proprio giardino.

Ma oltre al semplice fastidio, potenzialmente la zanzara tigre è in grado di trasmettere più di 20 virus diversi.
Tra questi, l’oramai famoso virus Chikungunya (in lingua swahili significa ciò che curva o contorce).
Nell’agosto del 2007 in Italia, precisamente in Emilia Romagna, si è verificata un’epidemia da Febbre da virus Chikungunya, con oltre 200 casi. Lo stesso virus ha colpito nel 2017 anche la provincia romana, in particolare la cittadina di Anzio, dove a causa della puntura di questa zanzara si sono verificati altri tre casi di Chikungunya.
I sintomi riscontrati per questa malattia sono stati sono febbre alta, cefalea, nausea, vomito e dolori articolari acuti.

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STAFF SACITALIA

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