PROCESSIONARIE DEL PINO

Processionaria del pino

Con l’arrivo dell’estate torna il pericolo dell’insetto dei pini

Con il clima caldo e umido torna il pericolo delle Thaumetopoea pityocampa (c.d. processionarie). Nel periodo estivo i nidi, che si trovano soprattutto sui pini, si schiudono lasciando uscire le famose  larve che, per il modo in cui si spostano, si sono guadagnate il famoso nomignolo di Processionarie.

Si tratta di un insetto altamente distruttivo per le pinete poiché le priva di parte del fogliame, compromettendone così il ciclo vitale. Inoltre, durante lo stadio larvale tale insetto presenta una peluria che risulta particolarmente urticante per vari animali, compreso l’uomo.

L’insetto sverna allo stadio di larva di terza e quarta età all’interno dei caratteristici nidi sericei che vengono intessuti sui rami dei pini. In primavera le larve riprendono l’alimentazione cibandosi degli aghi di pino, ma nelle stazioni più calde, quando la temperatura del nido supera i 9 °C le larve escono a cibarsi anche in inverno.

Di solito le larve sono attive solo la notte, mentre di giorno si trattengono al riparo nel nido. In primavera le larve sono molto voraci e causano forti defogliazioni.

Giunte a maturità le larve abbandonano definitivamente il nido e si dirigono lungo il tronco verso il suolo marciando in file lunghe vari metri, le tipiche “processioni”,  fino a che non trovano un luogo ideale dove interrarsi fino ad una profondità di 10–15 cm. Le larve provenienti dallo stesso nido si incrisalidano tutte insieme nel terreno in bozzoli singoli fittamente accatastati l’uno accanto all’altro.

In luglio-agosto compaiono gli adulti, le femmine depongono sugli aghi dei pini dalle 100 alle 280 uova, in un’unica ovatura a forma di manicotto. Le larvette nascono a fine agosto-settembre e iniziano ad alimentarsi subito sugli aghi, causando solo danni modesti.

I nidi di Thaumetopoea sono riconoscibili a distanza, sono di forma piriforme e di colore bianco brillante, localizzati soprattutto sulle cime e agli apici dei rami laterali.

Questo insetto è conosciuto anche perché nocivo per le specie a sangue caldo, uomo compreso. I danni provocati dalla penetrazione dei peli che ricoprono le larve di processionaria nella cute umana, possono essere modesti o assumere notevole gravità. Sulla pelle, dove si infiggono le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema, fortemente pruriginoso, che può scomparire dopo qualche giorno; conseguenze più gravi si presentano quando i peli, o frammenti di essi, giungono a contatto con l’occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive.

Nido di processionarie

La processionaria del pino è un insetto termofilo e risulta assente nelle regioni in cui l’ammontare cumulativo delle ore di luce è inferiore a 1800 ore. Queste particolari esigenze climatiche spiegano una distribuzione piuttosto discontinua dell’insetto. Thaumetopoea pityocampaattacca di preferenza pini di giovane e di media età, specialmente quando vegetano su terreni poveri, asciutti ed esposti a sud o sud ovest.

 

 

Dal 2009 esiste inoltre una norma comunale che obbliga i privati cittadini a controllare e nel caso bonificare i propri giardini: in caso contrario i proprietari sono passibili di multe. Le processionarie non sono pericolose solo per gli animali, anche nei bambini o negli adulti possono causare dermatiti o reazioni allergiche.

 

STAFF SACITALIA

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